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Al via i corsi di “Build future, stop bullying”, il progetto europeo di prevenzione e contrasto al bullismo (Programma Justice), promosso dal I Municipio e ideato con la collaborazione dell’Associazione di Promozione Sociale Scosse.

Da mercoledì 7 settembre, workshop, laboratori e incontri a tema animeranno gli Istituti Comprensivi di Roma “Daniele Manin”, “Ennio Quirino Visconti” e “Luigi Rizzo”, attivando l’intera comunità scolastica, attraverso momenti di confronto/azione tra studenti e studentesse, insegnanti, famiglie, associazioni, enti locali e operatori di settore.

Si tratta di 3 delle 15 scuole coinvolte all’interno della partnership internazionale cui afferiscono associazioni, centri di ricerca ed enti locali di Grecia, Bulgaria, Cecoslovacchia, Spagna.

Il momento formativo, articolato in tre moduli per un totale di circa 1110 ore, rappresenta il nodo cruciale attraverso cui creare uno spazio di collaborazione e scambio, in grado di definire e arginare un fenomeno complesso e multiforme come il bullismo.

Il primo modulo, rivolto alle/agli insegnanti, si articolerà in tre incontri per un totale di 8 ore in cui si affronterà il tema del bullismo/cyber-bullismo, attraverso l’analisi del contesto di riferimento specifico e l’esperienza delle/dei partecipanti. Si passeranno in rassegna statistiche e casi studio, per poi definire strategie d’intervento efficaci, costruendo una “cassetta degli attrezzi” ad hoc.

Il secondo modulo, articolato in otto incontri per un totale di 16 ore, si pone come obiettivo esplicito quello di mettere a tema le conflittualità e le criticità che possono nascere all’interno del gruppo classe, esortando gli studenti e le studentesse cui si rivolge ad uscire dal silenzio e a confrontarsi apertamente sui temi del bullismo e del cyber-bullismo, svelando le dinamiche ad esso sottese.

Il terzo modulo, di 6 ore in totale, mira a coinvolgere le famiglie, a sensibilizzarle rispetto ai fenomeni della violenza agita e subita e dell’esclusione, mettendoli a parte del progetto e del contesto in cui i loro figli e le loro figlie vivono e si formano.Il ruolo attivo delle famiglie diventa così ponte e motore di un processo che nasce nella scuola, ma continua anche fuori, garantendone continuità e sostenibilità.

Approccio e cassetta degli attrezzi

La proposta formativa di “Build future, stop bullying” prende forma a partire da un approccio che affonda le proprie radici nell’educazione alle differenze, attingendo largamente agli strumenti dell’educazione non formale.

Dall’analisi dei case studies emergono evidenti alcune costanti significative, intorno alle quali abbiamo ragionato per costruire i workshop con studenti e studentesse, famiglie e docenti. Sappiamo che a subire atti di violenza e/o di esclusione sono più di frequente quei soggetti considerati “vulnerabili” perché diversi: ragazzi e ragazze stranieri, con disabilità, o con un (presunto) orientamento sessuale non standard.

Il bullismo si definisce in questo senso come una “negazione del riconoscimento” rispetto a modelli rigidi e stereotipati che definiscono ciò che è normale, quindi giusto, e ciò che devia dalla norma e che quindi va stigmatizzato e punito: alla rigidità e all’approccio giudicante corrisponde evidentemente una scarsa empatia verso l’altro, cioè l’incapacità di riconoscere le emozioni altrui e rispettarle.

D’altra parte c’è qualcosa che accomuna chi agisce la violenza a chi la subisce, in un gioco di rispecchiamento emblematico: la scarsa autostima, da cui la necessità di ribadire la propria identità sminuendo/demolendo l’altro/a e l’annullamento di sé nel subire e accettare passivamente la prevaricazione.

Date queste premesse, è chiaro come la prevenzione e il contrasto delle dinamiche di prevaricazione e bullismo debbano necessariamente passare attraverso un lavoro incentrato sull’educazione sentimentale e sulla coesione del gruppo classe.

Lavorare sul riconoscimento e sulla capacità di esprimere le proprie emozioni, e di conseguenza quelle altrui, è importante per la costruzione di una personalità caratterizzata da una buona autostima e resilienza.

È chiaro che questo percorso non può realizzarsi all’interno di un approccio cattedratico e frontale, ma necessita della partecipazione attiva di tutti coloro che nella scuola vivono, lavorano e crescono: per questo motivo la proposta formativa assume un carattere prevalentemente laboratoriale ed intrinsecamente dialogico. Si tratta di una struttura aperta, in fieri, che accoglie ed evolve in base alle necessità e alle caratteristiche del gruppo che le dà vita (e senso).

Non si pretende di insegnare l’alfabeto dei sentimenti a studenti e studentesse, ma si mira a costruirne uno che sia condiviso e profondamente sentito da tutte e tutti, affondando le mani nelle contraddizioni e nei conflitti per svelarne i presupposti.

Non si doteranno gli insegnanti di formule magiche capaci di inibire il bullo e far alzare la testa alla vittima in un improvviso moto di orgoglio: si cercherà di capire insieme, in quello specifico contesto, le possibili strategie d’interventoa breve e a lungo termine.

E il lavoro non potrà limitarsi alla scuola, ma necessariamente dovrà uscire e rafforzarsi attraverso le famiglie, con le quali è necessario più che mai confrontarsi e condividere l’esperienza vissuta.

Si può fare? Noi pensiamo di sì, a patto che tutti e tutte partecipino e ci mettano testa e cuore.

Riferimenti

Importo totale del progetto 292.702,90, incluso il cofinanziamento a carico delle organizzazioni partecipanti

“Build future, stop bullying. Combat bullyingagainstchildrenatschool”- CALL FOR PROPOSALS JUST/2014/RDAP/AG/BULL Action grants to supporttransnationalprojects on childrenasvictims of bullyingatschool, in residential care settings and in detention RIGHTS, EQUALITY AND CITIZENSHIP PROGRAMME (2014-2020). Soggetto promotore Municipio Roma 1 Centro.

Coordinamento del progetto SCOSSE: Monica Pasquino

Responsabile amministrazione e rendicontazione SCOSSE: Paola De Nigris

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Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese

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