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Leggere senza stereotipi come strumento di narrazione e costruzione dell’immaginario di bambine e bambini

Si è da poco conclusa la prima e più impegnativa parte di OPEN – Leggere il mondo in modo aperto, senza stereotipi di genere e di ruolo che ha visto la nostra partecipazione. Un progetto realizzato dai Comuni di Cavriago, Bibbiano, Gattatico e San Polo d’Enza, in collaborazione con Accento Società Cooperativa Sociale, Quarantacinque Consorzio Cooperative Sociali, Re.Search Soc. coop. e Camelot Società Cooperativa, e sostenuto dal contributo della Regione Emilia Romagna nell’ambito del “Bando per la presentazione di progetti rivolti alla promozione ed al conseguimento delle pari opportunità e al contrasto delle discriminazioni e della violenza di genere”.

L’obiettivo di tutto il progetto è favorire, condividere e diffondere all’interno di una vasta rete territoriale, una cultura delle differenze e della pluralità come valore, indagando la dimensione dei generi e della loro socializzazione, nell’intersezione con le altre dimensioni che intervengono nella costruzione dell’identità di individui in crescita.

In questa prospettiva un articolato percorso formativo, che ha coinvolto educatrici e educatori di nido, insegnanti della scuola dell’infanzia e bilbliotecar*, ha consentito di analizzare, apprezzare e leggere criticamente la letteratura illustrata per l’infanzia e l’adolescenza con uno sguardo curioso alimentato da una prospettiva intersezionale.

Quali libri occupano gli scaffali dei servizi, delle scuole e delle biblioteche? Come articolare un progetto pedagogico a partire dalla molteplicità di stimoli, di narrazioni, di stili e di immagini che ci offrono le pagine di un albo illustrato o di una graphic novel? Un confronto che ha lasciato il suo segno anche attraverso cinque bibliografie di lavoro [1], come sempre mai esaustive, per vocazione, per visione del mondo e della letteratura di chi le ha redatte, e per il fatto di rappresentare l’elenco di quei testi che il poco tempo ci ha consentito di approfondire e che il contesto ha sottoposto all’attenzione collettiva.

Un’esperienza complessa, come piace a noi, che ha tratto spunti e forza dalle pratiche quotidiane, dalle riflessioni e dall’esperienza de* partecipanti, che ringraziamo sinceramente per averci contattate e coinvolte e, soprattutto, per essersi mess* in gioco.

Un progetto che ci ha dato la possibilità ancora una volta di lavorare in quella direzione che riconosciamo come una pratica femminista: contribuire a favorire l’attivazione di circoli virtuosi, nell’ambizione di abitare una società libera da oppressioni e discriminazioni su base di genere o orientamento sessuale.

Una pratica condivisa da tutte quelle realtà che cooperano, a beneficio di tutt*, per lo stesso obiettivo comune senza presenzialismi o pretesa di riconoscimenti, ma con la volontà e la perseveranza di condividere un bisogno e un desiderio comune. In cui la letteratura per l’infanzia di qualità, con la sua molteplicità di esperienze e produzioni, mai esaustivamente circoscrivibili e rappresentabili, svolga un ruolo di primo piano nel promuovere e alimentare un immaginario individuale e collettivo libero da stigma e marginalizzazioni, stereotipi di genere o di ruolo, discriminazioni nei confronti di gruppi o soggettività.

E intanto, mentre gli scambi e le riflessioni hanno il tempo di sedimentare dentro alle classi, siamo in attesa dell’incontro conclusivo che consentirà la restituzione al territorio del percorso svolto e la condivisione con tutta la comunità, anche in un momento così difficile e che rappresenterà forse il momento più alto e più ambizioso di questo percorso collettivo.

Scarica la bibliografia del progetto [1] [1]Open Leggere senza stereotipi [1]