scosse_scuolaIstruzione. Ritirata la proposta che penalizza l’autonomia scolastica, svilisce le competenze degli organi collegiali e danneggia il valore dell’educazione alle differenze.

La mag­gio­ranza di cen­tro­si­ni­stra in Cam­pi­do­glio ieri ha pre­fe­rito fare man­care il numero legale in Cam­pi­do­glio pur di non votare una deli­bera sui pro­grammi didat­tivi con­nessi all’educazione ses­suale e sen­ti­men­tali dei bam­bini nelle scuole di Roma creando così una spaccatura.

La deli­bera è stata pre­sen­tata dall’opposizione e porta la firma dell’ex asses­sore alla Scuola Gian­luigi De Palo (Cit­ta­di­ni­X­Roma). Punta a «garan­tire il pieno e for­male con­senso uni­ta­mente alla col­la­bo­ra­zione delle fami­glie delle asso­cia­zioni fami­liari e geni­to­riali su pro­grammi didat­tici con­nessi al tema dell’educazione sessuale».

Il prov­ve­di­mento è stato accan­to­nato per essere discusso a fine Con­si­glio, ma poi non è stata poi votata per­ché è man­cato il numero legale. Al ter­mine del Con­si­glio comu­nale c’è stata una discus­sione ani­mata tra la con­si­gliera di Sel Imma Bat­ta­glia ed alcune fami­glie a favore del prov­ve­di­mento, pre­senti nel pub­blico. Que­ste ultime hanno sot­to­li­neato il loro «diritto costi­tu­zio­nale di edu­care i pro­pri figli».

«Oggi ci siamo tro­vati davanti a una discus­sione su una deli­bera sulla quale ci aspet­ta­vamo l’unità della mag­gio­ranza a votare con­tro per­chè è un prov­ve­di­mento con­tro l’autonomia sco­la­stica» ha detto Bat­ta­glia. Secondo la con­si­gliera alcuni con­si­glieri del Pd erano pronti a votare a favore della deli­bera. Il capo­gruppo di Sel in Cam­pi­do­glio Gian­luca Peciola ha riba­dito: «Se la mag­gio­ranza non sarà com­patta su que­sto tema faremo ostru­zio­ni­smo ad oltranza per­chè non si può fare un passo indie­tro sulla libertà e l’autonomia delle scuole». De Palo ha deciso di acco­gliere la richie­sta della mag­gio­ranza di accan­to­nare la deli­bera per cer­care media­zioni che pos­sano tro­vare l’accordo tra tutte le anime del Pd.

Come abbiamo già scritto ieri que­sta deli­bera vuole isti­tuire una cabina di regia per coin­vol­gere le asso­cia­zioni dei geni­tori nell’approvazione pre­ven­tiva dei pro­getti edu­ca­tivi e didat­tici ine­renti l’educazione sen­ti­men­tale. La pro­po­sta, in realtà, pena­lizza l’autonomia sco­la­stica e svi­li­sce le com­pe­tenze degli organi col­le­giali degli isti­tuti. Vuole isti­tuire vere e pro­prie forme di con­trollo regio­nali che igno­rano le esi­genze e le pro­ble­ma­ti­che ter­ri­to­riali, i biso­gni didat­tici e i con­te­sti spe­ci­fici in cui sono immersi i sin­goli isti­tuti scolastici.

La deli­bera risponde alle coor­di­nate di una cam­pa­gna con­tro una sedi­cente “ideo­lo­gia del gen­der”, pro­mossa dalla destra e da Bagna­sco, pre­si­dente della Cei, non hanno fatto presa sull’opinione pub­blica. Ormai la società è cam­biata, le bat­ta­glie per la libertà hanno sedi­men­tato valori e prin­cipi e l’idea che la pre­ven­zione al bul­li­smo, all’omofobia e alla vio­lenza sulle donne sia la nuova “dit­ta­tura dell’Occidente”, che distrugge l’ordine natu­rale, fa imbu­fa­lire o sor­ri­dere, ma non riscuote soste­gno diffuso.

Que­sto acca­deva in Cam­pi­do­glio ieri pome­rig­gio, con­tem­po­ra­nea­mente a qual­che chi­lo­me­tro di distanza, una ses­san­tina di per­sone – inse­gnanti, for­ma­trici, geni­tori e asso­cia­zioni – si incon­trava nella libre­ria Tuba al Pigneto per la prima riu­nione romana in vista del 20 set­tem­bre,  la gior­nata nazio­nale per L’educazione alle dif­fe­renze, pro­mossa da oltre 100 realtà col­let­tive da nord a sud, per valo­riz­zare e met­tere in rete scuole, asso­cia­zioni e pro­getti di edu­ca­zione sen­ti­men­tale e sessuale.

Con­di­vi­dendo buone pra­ti­che e met­tendo a tema il valore dell’educazione alle dif­fe­renze, ieri mol­tis­sime donne e uomini si sono dette pre­oc­cu­pate dalle minacce oscu­ran­ti­ste e sono rima­ste alli­bite per il com­por­ta­mento e le dichia­ra­zioni di alcuni espo­nenti del Pd.

In par­ti­co­lare quelle di Daniela Tiburzi che ha dichia­rato voto favo­re­vole alla deli­bera facendo rife­ri­mento ai pro­pri figli e al desi­de­rio che essi ven­gano “edu­cati con prin­cipi di  una fami­glia nor­male”, legit­ti­mando un cri­te­rio di “nor­ma­lità” che ci porta indie­tro di millenni.

Quello della deli­bera man­cata (finora) è un nuovo caso in cui la poli­tica si mostra arre­trata e ina­de­guata a fron­teg­giare i cam­bia­menti sociali e le tra­sfor­ma­zioni fami­gliari che geni­tori, edu­ca­trici e inse­gnanti affron­tano ogni giorno, in quello straor­di­na­rio labo­ra­to­rio di cit­ta­di­nanza e plu­ra­lità che è la scuola pubblica.

Monica PasquinoPresidente di Scosse

Pubblicato su Il Manifesto http://www.scosse.org/educare-alle-differenze-20-settembre-2014-roma/il 18/06/2014

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