coworkingRoma è la capitale del lavoro precario. Ben più della metà dei nuovi contratti di lavoro sono a tempo determinato, occasionali, intermittenti. Roma ha anche uno dei più alti tassi di disoccupazione giovanile e femminile d’Italia ed è una gingatesca fabbrica di lavoro nero.

Un terzo della forza lavoro in città gravita intorno al fantastico mondo della “economia della conoscenza e si occupa di consulenza e attività di servizio, oltre che di ricerca, cultura, creatività, comunicazione e logistica. Moltissimi di queste persone sono lavoratrici e lavoratori atipici e intermittenti, collaboratori a progetto, stagisti, nuove partite iva, insomma le loro vite, oltre che il loro redditi, sono precarie.

Per alleviare alcune delle difficoltà di questo precariato cognitivo e per sostenere chi vuole intraprendere forme di lavoro autonomo o attività associative, S.CO.S.S.E. sostiene – assieme alla rete delle esperienze sociali, professionali e di movimento che condividono la condizione del Quinto Stato – la creazione sul territorio metropolitano di un sistema di coworking mutualistico e solidale da impiantare negli spazi pubblici in dismissione.

GUARDA IL PROGETTO: Il Coworking: una proposta del Comitato per l’uso pubblico delle caserme e Quinto Stato

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