educare alle differenze conferenza stampa alla camera16 maggio 2017
Camera dei Deputati
Educare alle differenze APS

“Vogliamo dare vita a un progetto duraturo e stabile che abbia come obiettivo la valorizzazione delle differenze, a partire dalla scuola pubblica”, esordisce così Monica Pasquino, presidente della neonata Associazione di Promozione Sociale “Educare alle differenze”, in una partecipatissima conferenza stampa alla Camera dei Deputati.

È questo il punto d’arrivo di un percorso che nasce nel settembre 2014, quando per la prima volta si sono dati appuntamento a Roma più di 600 tra soggetti singoli e collettivi che si occupano- a vario titolo- di progetti per la valorizzazione delle differenze e per la prevenzione di ogni forma di violenza e discriminazione.

Lo scorso anno gli oltre 1000 partecipanti della terza edizione hanno ribadito con forza l’esistenza di “un’urgenza formativa” che trova finalmente risposta nella rete formalmente costituita in APS: alle associazioni promotrici Progetto Alice, S.CO.S.S.E. e STONEWALL si sono unite Famiglie Arcobaleno, Io sono Mia, Associazione Sinonimia Teatro Cultura Bellezza, Hamelin Ass. culturale, E.V.A. Soc. Coop.

Un enorme passo in avanti, per uscire dall’isolamento territoriale e, come sostiene la vicepresidente Giulia Selmi (Progetto Alice), divenire un “interlocutore di senso”, capace di promuovere modelli e pratiche educative inclusive, facendosi soggetto politico autorevole anche a livello istituzionale.

Marilena Grassadonia (Famiglie Arcobaleno) ribadisce la necessità di partire dalla scuola pubblica, poiché si tratta del “primo luogo sociale cui affidiamo i nostri figli e le nostre figlie. Chiediamo che sia un luogo di accoglienza e di inclusione in cui ciascuno possa liberamente esprimersi”.

Per questo è necessario, sottolineano Daniela Santarpia (E.V.A.) e Ivana Stellacci (Io sono Mia), mettere in campo strumenti efficaci, per scardinare la visione stereotipata e stereotipante dei soggetti e delle relazioni, che è alla base di maschilismo, omotransfobia e violenza.

Fadia Bassmaji (Ass. Sinonimia Teatro Cultura Bellezza) e Sara Marini (S.CO.S.S.E.) insistono sull’importanza di allargare l’immaginario, operando dentro e fuori le scuole con progetti a lungo termine che partano fin dalla primissima infanzia e che coinvolgano le figure adulte educanti e lavorando fuori da una logica emergenziale. Perché “senza immaginazione non esiste innovazione” e “solo in un contesto dialogante e operativo può realizzarsi l’educazione alle differenze: […] è un lavoro artigianale e di relazione, necessariamente in fieri. Uno scambio che costruisce e dà senso”.

Due le prossime sfide della neonata APS:

1) il protocollo d’intesa con gli enti locali

2) l’appuntamento del 23 e 24 settembre 2017 a Roma per Educare alle differenze IV, dedicato al rapporto scuola-famiglie.

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